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Non solo codice: L'odissea burocratica dietro l'approvazione di EmberKin

5 gennaio 2026

Non solo codice: L'odissea burocratica dietro l'approvazione di EmberKin

Non solo codice: L'odissea burocratica dietro l'approvazione di EmberKin

Quando si pensa allo sviluppo di un'app, ci si immagina il programmatore chino sulla tastiera, righe di codice verde che scorrono stile Matrix e tanto caffè. Ed è vero, per il 90% del tempo. Ma c'è un "Boss Finale" che nessuno ti racconta finché non ci arrivi: la Revisione di Google.

Quei 14 giorni di attesa per l'approvazione, di cui vi ho parlato nello scorso post, sono stati solo la calma dopo la tempesta. Prima di poter anche solo entrare in quella lista d'attesa, ho dovuto togliermi il cappello da sviluppatore e indossare, a turno, quelli da Regista, Avvocato e Data Protection Officer.

Ecco cosa è successo veramente dietro le quinte.

Ciak, si gira! (E si rigira, e si rigira...) 🎬

Pensavo che la parte difficile fosse scrivere l'algoritmo di pairing. Mi sbagliavo. La parte difficile è stata dimostrarlo. Google non si fida sulla parola (giustamente). Per approvare un'app di Parental Control che usa permessi potenti come l'Accessibilità, devi inviare un video prova.

Non un video promozionale patinato. Un video "crudo", girato con due telefoni sul tavolo, che mostri tutto. Mi sono ritrovato a fare il regista di me stesso: "Ok, ora inquadra il telefono figlio. Clicca su 'Connetti'. Aspetta la notifica... maledizione, il riflesso della lampada copre lo schermo! Stop, rifacciamo."

Ho dovuto registrare l'intera sequenza perfetta: il pairing tra i dispositivi, la "Prominent Disclosure" (quella schermata noiosa ma fondamentale che ti spiega perché voglio i tuoi dati prima di chiederteli), e il momento sacro dell'attivazione del permesso nelle impostazioni di Android. Un errore, un taglio video sospetto, e sei fuori.

La Montagna di Carte (Digitali) 📝

Finito il video, è iniziata la fase "legale". Avete presente quando cliccate "Accetto" senza leggere? Ecco, dall'altra parte c'è uno sviluppatore che ha sudato freddo per scrivere quelle dichiarazioni.

Per EmberKin Kid, ho dovuto compilare moduli che sembravano interrogatori:

Accessibilità: Ho dovuto scrivere un papiro tecnico per giustificare l'uso di questo servizio. Non bastava dire "serve per bloccare le app", ho dovuto garantire che non stavo leggendo le password o i dati bancari degli utenti.

Data Safety: Ho mappato ogni singolo bit. Posizione? Crittografata. Crash log? Anonimizzati. ID dispositivo? Essenziale. Se dichiari il falso qui, rischi il ban a vita.

Il Verdetto

Alla fine, quando ho premuto "Invia per la revisione", ero esausto. Non avevo scritto una riga di codice per tre giorni, ma avevo lavorato più duramente che mai.

Quindi sì, quando dico che l'approvazione è una vittoria, non parlo solo del software che funziona. Parlo di aver superato un esame di maturità legale, etico e tecnico. EmberKin non è solo "funzionante". È validata.

E ora, sotto con i test! 🚀

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